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Strumento di riferimento

Glossario visivo del restauro

Il vocabolario del restauro conservativo si impara una voce alla volta, e la maggior parte degli equivoci nasce da due termini vicini che designano cose diverse. Ogni voce di questo glossario è definita una sola volta, porta un’ancora stabile e viene richiamata dagli articoli che la usano, invece di essere rispiegata ogni volta.

Il glossario copre il legno, il suo degrado, i trattamenti, le finiture e il riconoscimento stilistico del mobile. Non tratta il vocabolario della decorazione d’interni, del mobile contemporaneo né del mercato dell’arte, e non fornisce dosaggi di prodotti.

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Il glossario raccoglie i termini del restauro conservativo e del riconoscimento del mobile antico, ciascuno definito una sola volta e dotato di un indirizzo proprio, richiamabile da qualunque articolo. La ricerca e il filtro per famiglia funzionano senza JavaScript, e il risultato è un indirizzo che si può salvare.

L’essenziale

  • Un termine si definisce dove si osserva, non per analogia con un’immagine.
  • Le coppie che si confondono di più sono trattate una accanto all’altra.
  • Una definizione si corregge in un solo posto, e la correzione vale per tutte le pagine che la citano.
  • Le voci seguono il contenuto del sito: un termine assente è un termine che nessun articolo ha usato.

Perimetro Per chi legge un articolo del sito e incontra un termine che non conosce. Non copre il vocabolario della decorazione d’interni, del mobile contemporaneo né del mercato dell’arte, e non sostituisce una fonte per un lavoro che deve citare. I dossier sono raccolti nella pagina Strumenti.

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Digiti un termine, oppure restringa a una famiglia. I due filtri si combinano.

Per esempio gommalacca, rosume, impiallacciatura.
Cinque famiglie, secondo la parte del lavoro a cui il termine appartiene.

67 voci su 67.

AbbinaturaInterventi e trattamenti
Accostamento di due elementi lignei destinati a essere uniti, verificato a secco prima di qualsiasi incollaggio. Un abbinamento che non chiude a secco non chiuderà con la colla.
AgglutinanteMateriali e finiture
Sostanza che lega tra loro le particelle di un materiale, per esempio la colla in una preparazione a gesso. Il termine indica la funzione, non una specifica sostanza.
AlabastrinoMateriali e finiture
Effetto di superficie che imita la trasparenza dell’alabastro, ottenuto per velature sovrapposte. Appartiene alla famiglia delle finiture pittoriche che simulano una pietra.
AnobideDegrado e patologie
Famiglia di insetti xilofagi tra i più comuni sui mobili in ambiente domestico. La determinazione della specie si fa sull’insetto o sulle gallerie, non sul solo foro di sfarfallamento.
AnossiaInterventi e trattamenti
Trattamento disinfestante che elimina gli insetti privandoli di ossigeno in un ambiente sigillato, senza introdurre sostanze nel legno. È apprezzato per l’assenza di residui chimici.
AntitarloInterventi e trattamenti
Termine generico per i trattamenti contro gli insetti xilofagi, che raggruppa metodi molto diversi per principio, durata e compatibilità con il supporto. Non designa un prodotto preciso.
BandellaStili e riconoscimento
Elemento di ferramenta a fascia allungata, fissato sull’anta e girato sul cardine. La forma e la fattura delle bandelle sono criteri di datazione utili quando non sono state sostituite.
BoloMateriali e finiture
Argilla finissima stesa sulla preparazione prima della posa della foglia metallica, che dà alla doratura il suo fondo e il suo tono. Il colore del bolo si vede dove la foglia è consumata.
BulinoInterventi e trattamenti
Utensile a punta usato per incidere il metallo o per rifinire un decoro. I segni di bulino su una ferramenta antica sono irregolari, quelli di una riproduzione sono ripetitivi.
CavigliaLegno ed essenze
Perno di legno che blocca un incastro senza ricorrere al metallo. La presenza di caviglie e l’assenza di viti su elementi portanti orientano verso una produzione antica.
CeraMateriali e finiture
Finitura di protezione stesa a strati sottili, tradizionalmente su superfici già finite. Resta tra le finiture più reversibili, e per questo è spesso la scelta di manutenzione corrente.
CeralaccaMateriali e finiture
Materiale da sigillo, da non confondere con la gommalacca nonostante la vicinanza del nome. La confusione tra i due termini è frequente nelle descrizioni di vendita.
Coda di rondineLegno ed essenze
Incastro a forma trapezoidale che impedisce la separazione di due elementi nella direzione della trazione. Tagliata a mano è irregolare e porta i segni di tracciatura del falegname.
Colla animaleMateriali e finiture
Colla ottenuta da materie proteiche, reversibile con acqua e calore. La sua reversibilità è la ragione per cui resta impiegata nel restauro conservativo dove le colle moderne sarebbero definitive.
ControfondoLegno ed essenze
Pannello posto sul retro di un mobile o sul fondo di un cassetto. È la parte meno curata e per questo la più informativa sui metodi di lavorazione originali.
CraquelureDegrado e patologie
Rete di screpolature che percorre uno strato di finitura o di pittura, prodotta dai movimenti del supporto e dall’invecchiamento del legante. Il suo disegno è un elemento di lettura, non un difetto da cancellare.
DendrocronologiaStili e riconoscimento
Metodo di datazione basato sulla successione degli anelli di accrescimento del legno. Richiede una superficie di lettura adeguata e un riferimento regionale, e non è applicabile a ogni pezzo.
DistaccoDegrado e patologie
Perdita di adesione tra due strati, per esempio tra un’impiallacciatura e il suo supporto. Si rileva alla percussione leggera, che suona vuota sulla zona interessata.
DoraturaMateriali e finiture
Applicazione di una foglia metallica su una preparazione. Le tecniche a guazzo e a missione producono superfici diverse per aspetto e per sensibilità all’acqua.
Doratura a guazzoMateriali e finiture
Tecnica di doratura su bolo che consente la brunitura, e che l’acqua danneggia. Si distingue dalla doratura a missione per l’aspetto e per la sensibilità all’umidità.
EssiccazioneLegno ed essenze
Riduzione controllata dell’umidità del legno prima della lavorazione. Un legno non stabilizzato continua a muoversi dopo il montaggio, ed è all’origine di fessurazioni tardive.
FendituraDegrado e patologie
Apertura che segue la direzione delle fibre, prodotta da variazioni dimensionali contrastate. Si tratta agendo sulla causa ambientale prima che sull’apertura stessa.
FerramentaStili e riconoscimento
Insieme degli elementi metallici di un mobile. È l’elemento sostituito più di frequente, e la sua lettura richiede sempre di cercare i fori di un montaggio precedente.
FilettoMateriali e finiture
Striscia sottile di legno o di altro materiale inserita nella superficie per disegnare una linea. Su un pezzo d’epoca è incassato nel legno, su una riproduzione può essere stampato.
Finitura a tamponeMateriali e finiture
Applicazione della gommalacca con un tampone di tessuto imbevuto, in movimento continuo che non torna mai sullo stesso punto ancora umido. Il risultato dipende dal gesto quanto dal prodotto.
FogliaMateriali e finiture
Lamina metallica battuta fino a spessore minimo, applicata in doratura o argentatura. Il suo consumo sui rilievi è un segno d’uso che una ridoratura cancella.
Foro di sfarfallamentoDegrado e patologie
Apertura prodotta dall’insetto adulto quando esce dal legno, non quando vi entra. Il numero di fori non misura la gravità dell’attacco né dice se sia in corso.
GabbiettaLegno ed essenze
Struttura interna che sostiene un piano o un cassetto senza essere visibile. La sua fattura appartiene alla carpenteria del mobile e resiste alle sistemazioni successive.
GessoMateriali e finiture
Preparazione stesa a strati sul legno per ricevere una doratura o una pittura. Il suo spessore e la sua grana condizionano la finezza del rilievo ottenibile.
GommalaccaMateriali e finiture
Resina naturale di origine animale disciolta in alcol, che forma una finitura reversibile con lo stesso solvente. È la finitura di riferimento del mobile antico dall’Ottocento in avanti.
ImpiallacciaturaLegno ed essenze
Foglio sottile di essenza pregiata incollato su un supporto più ordinario. Si riconosce sul bordo di un cassetto, dove la venatura si ferma invece di attraversare lo spessore.
ImprimituraMateriali e finiture
Strato preparatorio applicato sul supporto per uniformarne l’assorbimento prima della finitura. La sua presenza cambia il comportamento di ogni strato successivo.
IncannucciaturaInterventi e trattamenti
Intreccio di materiale vegetale che costituisce il fondo o lo schienale di una seduta. Il rifacimento è un intervento corrente e, se eseguito con la stessa tecnica, poco discusso.
IntaglioStili e riconoscimento
Decoro ricavato per asportazione nel legno pieno. Si riconosce al tatto e per la coerenza della venatura tra il rilievo e il fondo, assente in un decoro riportato.
IntarsioStili e riconoscimento
Decoro ottenuto per accostamento di elementi di essenze o materiali diversi inseriti nella superficie. A differenza dell’intaglio, resta liscio sotto il dito.
LastronaturaLegno ed essenze
Rivestimento della superficie con lastre di essenza pregiata secondo un disegno geometrico. È la tecnica che rende il pezzo sensibile alle variazioni di umidità.
LictideDegrado e patologie
Famiglia di insetti xilofagi che attacca preferenzialmente alcuni legni ricchi di amido. Come per gli altri gruppi, la determinazione richiede un esame diretto.
LucidaturaMateriali e finiture
Operazione che porta una finitura al grado di brillantezza voluto. Non designa da sola un prodotto: si lucida a cera, a gommalacca o a tampone, con risultati e reversibilità diversi.
Marmo pittoricoMateriali e finiture
Finitura dipinta che imita l’aspetto della pietra su un supporto ligneo. Il suo restauro appartiene al campo delle superfici dipinte, non a quello del legno a vista.
MasselloLegno ed essenze
Legno impiegato in spessore pieno, senza rivestimento di essenza. Pone problemi di movimento dimensionale diversi da quelli di un pezzo lastronato.
MordenteMateriali e finiture
Prodotto che colora il legno penetrando nelle fibre invece di formare uno strato in superficie. La colorazione che ne deriva è difficilmente reversibile.
NoceLegno ed essenze
Essenza dominante di gran parte della produzione italiana antica, dalla venatura calda e dal disegno marcato. La sua radica è impiegata in impiallacciature figurate.
NodoLegno ed essenze
Inclusione prodotta dall’inserzione di un ramo nel tronco. La sua presenza e la sua distribuzione informano sulla qualità del taglio e sulla destinazione originaria del legno.
PatinaMateriali e finiture
Stato della superficie prodotto dall’invecchiamento, dalle cere sovrapposte, dalla manipolazione e dalla luce. Non è sporcizia, ed è ciò che nessun laboratorio riproduce in modo convincente.
PeriziaStili e riconoscimento
Documento scritto redatto da un esperto abilitato che esamina il pezzo di persona. È l’unico atto che fonda una valutazione opponibile; nessuno strumento a distanza la sostituisce.
PiallaInterventi e trattamenti
Utensile che asporta materia per strisce sottili. I segni lasciati da una pialla a mano sono irregolari e visibili sulle parti non curate, dove non sono stati levigati.
PolicromiaMateriali e finiture
Decorazione a più colori applicata sul legno. I manufatti policromi seguono procedure di conservazione proprie, distinte da quelle del legno a vista.
RadicaLegno ed essenze
Porzione di legno dal disegno fittamente ondulato, ricavata da escrescenze o dalla base del tronco. Si impiega in fogli sottili, perché la sua struttura non regge in spessore.
ReintegroInterventi e trattamenti
Ripristino di una parte mancante. Dichiarato come tale incide sulla valutazione meno di un reintegro dissimulato, perché resta valutabile.
ReversibilitàInterventi e trattamenti
Proprietà di un intervento di poter essere rimosso senza danneggiare l’originale. È il criterio che, nel restauro conservativo, precede ogni considerazione estetica.
RosumeDegrado e patologie
Residuo di rosicchiatura espulso dalle larve mentre scavano. Chiaro, fine e ricomparso dopo la pulizia, è il solo segno affidabile di infestazione in corso.
SfogliaturaDegrado e patologie
Sollevamento e perdita di uno strato di finitura o di impiallacciatura. Si consolida prima di qualsiasi intervento estetico, perché ogni manipolazione ne aggrava l’estensione.
SottosquadroStili e riconoscimento
Parte di un intaglio scavata sotto il rilievo, che crea ombra e distacco. La sua profondità distingue spesso un intaglio d’epoca da una ripresa più superficiale.
SpinaLegno ed essenze
Elemento di legno inserito per bloccare o allineare un giunto. Come la caviglia, appartiene a una carpenteria che ricorre al metallo il meno possibile.
StipiteLegno ed essenze
Elemento verticale di un telaio o di un vano di porta. Gli stipiti antichi in legno rientrano nel campo del restauro conservativo alla stessa stregua degli arredi.
StuccaturaInterventi e trattamenti
Colmatura di una lacuna con un materiale di apporto. Su fori di sfarfallamento vecchi è un intervento estetico che cancella una traccia leggibile senza guadagno durevole.
SverniciaturaInterventi e trattamenti
Rimozione di uno strato di finitura. È l’intervento meno reversibile che si pratichi su un mobile, e su una patina integra sottrae la parte che porta il valore.
TamponeInterventi e trattamenti
Involto di tessuto imbevuto usato per stendere la gommalacca. Il suo caricamento e il suo movimento determinano il risultato più del prodotto impiegato.
TappezzeriaInterventi e trattamenti
Insieme delle operazioni che costituiscono l’imbottitura e il rivestimento di una seduta. Il rifacimento con crine e tela segue una sequenza che condiziona la tenuta nel tempo.
TarloDegrado e patologie
Termine corrente che raggruppa gli insetti xilofagi del legno lavorato. Designa un problema, non una specie, e ogni gruppo richiede un trattamento diverso.
TarsiaStili e riconoscimento
Tecnica di decoro per accostamento di tessere lignee. Il termine è vicino a intarsio e la distinzione varia secondo le tradizioni regionali e la letteratura tecnica.
TelaioLegno ed essenze
Struttura portante composta da montanti e traverse. Il gioco che compare ai suoi giunti è la prima causa di rottura del legno circostante.
Tenone e mortasaLegno ed essenze
Incastro in cui una sporgenza entra in una cavità corrispondente. È l’assemblaggio strutturale di base del mobile in legno, ed è quello che cede per primo quando la colla invecchia.
Umidità relativaDegrado e patologie
Rapporto tra il vapore acqueo presente nell’aria e il massimo che essa può contenere a quella temperatura. Le sue variazioni, più del suo valore assoluto, muovono il legno e aprono i giunti.
VelaturaMateriali e finiture
Strato trasparente steso per modificare il tono di una superficie senza coprirla. Si distingue dalla coloritura perché resta in superficie e conserva la leggibilità del fondo.
VermiculatoStili e riconoscimento
Decoro a solchi irregolari che imita l’azione dei vermi sulla pietra. Il termine descrive un motivo ornamentale voluto, da non confondere con i segni di un’infestazione.
ViteStili e riconoscimento
Elemento di fissaggio metallico filettato. Una vite a filetto regolare fino alla punta, posta su un elemento portante, data il pezzo indipendentemente dal suo disegno.

Le coppie che si confondono

Intaglio e intarsio producono decori che in fotografia si somigliano e che sotto il dito non si somigliano affatto. Un intaglio è ricavato per asportazione nel legno pieno, si sente al tatto e mostra la stessa venatura sul rilievo e sul fondo. Un intarsio è ottenuto accostando elementi di essenze diverse inseriti nella superficie, e resta liscio. Chi li scambia sbaglia anche il restauro, perché il primo si consolida e il secondo si riadagia.

Cera e gommalacca sono due finiture con reversibilità diverse. La cera si toglie con solventi leggeri e calore moderato, la gommalacca si scioglie in alcol. Stendere una cera su una gommalacca degradata non ripara nulla, rende solo più difficile la lettura di quello che c’è sotto.

Patina e sporcizia si distinguono per la loro distribuzione. La patina segue la logica dell’uso — più marcata dove si tocca, più scura dove la luce non arriva — mentre lo sporco si deposita per gravità e si stacca con una pulitura neutra. Confonderle porta a sverniciare un mobile che aveva bisogno di uno straccio.

Perché le voci hanno un indirizzo

Ogni voce del glossario porta un’ancora stabile, costruita sul suo termine. Un articolo che usa la parola rosume rimanda a quella voce invece di ridefinirla in una parentesi, e il lettore che arriva da un motore di ricerca sulla definizione trova la voce e, accanto, gli articoli che la impiegano.

Questo ha una conseguenza di metodo. Una definizione si corregge in un solo posto, e la correzione vale per tutte le pagine che la citano. Una definizione ripetuta in venti articoli invecchia in venti modi diversi.

Come cresce questo glossario

Le voci si aggiungono quando un articolo ha bisogno di un termine che non c’è, non per riempire un elenco. Un glossario costruito per raggiungere un numero produce definizioni approssimative sui termini che nessuno ha ancora usato, e sono esattamente quelle che si trovano sbagliate.

Le famiglie seguono la parte del lavoro a cui il termine appartiene, e non la sua natura grammaticale. Un termine che appartiene a due famiglie riceve quella in cui il lettore lo cercherà, non quella che sarebbe più esatta in una classificazione.

Domande d’uso

Cerco un termine e non lo trovo

Provi con una parola più corta, perché la ricerca guarda anche dentro le definizioni e una radice trova più di una forma completa. Se il termine manca davvero, manca perché nessun articolo del sito lo ha ancora impiegato. Le voci seguono il contenuto, non lo precedono.

Posso rimandare a una singola voce da un altro sito

Sì. Ogni voce ha un’ancora costruita sul suo termine, della forma che vede nella barra degli indirizzi dopo aver cliccato su una voce. Quell’indirizzo è stabile e non cambia quando il glossario si arricchisce.

Le definizioni valgono come fonte per un lavoro

No, e nessun glossario dovrebbe. Servono a capire un termine mentre si legge un articolo. Per un lavoro che deve citare, vada alla fonte primaria — le pubblicazioni degli istituti di conservazione e i cataloghi delle collezioni pubbliche, indicati in fondo a questa pagina.

Perché il filtro non usa JavaScript

Perché una pagina che funziona senza è una pagina che funziona sempre, anche con una connessione lenta, in stampa o in lettura assistita. Il filtro è una richiesta ordinaria al server, e il risultato è un indirizzo che si può salvare e condividere.

Metodo e fonti

Le definizioni sono redatte per l’uso che ne fanno gli articoli di questo sito, e restano volutamente corte. Il vocabolario tecnico di riferimento del settore è quello degli istituti di conservazione, presso cui vanno verificate le definizioni che devono reggere in un contesto formale.

Gli strumenti che rimandano a questo glossario sono il Diagnostico tarlo, l’Identificatore di stile e Conviene restaurare?

Diario degli aggiornamenti